Come Investire 300.000 Euro: 10 Strategie per Gestire al Meglio il Patrimonio

Investire 300.000 euro nel modo giusto vuol dire avere la possibilità di crearsi una rendita immediata, che possa non solo da un lato aumentare il nostro capitale, ma anche permetterci di vivere una vita più agiata.

In tempi di vacche magre per tutti, 300.000 euro sono una somma molto interessante per muoversi sul mercato finanziario (e non, come avremo modo di vedere più avanti) e oggi ci occuperemo proprio di questo, ovvero di andare a scegliere i migliori strumenti per investire 300.000 euro, quegli strumenti che possono permetterci, in relazione alle nostre propensioni personali, di investire soldi in modo proficuo e redditizio.

Quali sono? Oggi vi parleremo di 10 strumenti/consigli da seguire, redatti insieme ai nostri specialisti, per investire 300.000 euro al meglio.

1. I rendimenti del risparmio postale sono, oggi, nulli

Il risparmio postale è stato per anni una delle modalità di investimento preferite dagli italiani, uno di quegli investimenti che avevano tutte le caratteristiche per diventare la base dalla quale sviluppare le finanze familiari.

Il rendimento però degli strumenti come libretti postali e buoni fruttiferi sono legati a doppio filo al rendimento delle obbligazioni statali italiane, e se questo per anni ha voluto dire la possibilità di godere di tassi di interesse molto alti, oggi si traduce in rendimenti molto prossimi allo zero.

Il risparmio postale, sebbene continui ad essere uno dei più sicuri al momento, non offre più neanche quel rendimento minimo che dovrebbe renderlo appetibile.

Anche se vuoi investire parte dei tuoi 300.000 euro in strumenti sicuri o molto sicuri, il risparmio postale non è al momento una scelta interessante.

Esistono infatti strumenti altrettanto sicuri che possono però offrire al tempo stesso rendite sicuramente più interessanti. Di questi strumenti parleremo tra pochissimo, continua a leggere.

2. Obbligazioni: come scegliere quelle migliori per il nostro investimento

Il mercato delle obbligazioni continua ad essere uno dei più apprezzati, tanto dagli investitori istituzionali quanto dalle famiglie.

Anche qui il motivo delle preferenze accordate da piccoli e grandi gestori di capitale a questo tipo di strumento non è difficile da comprendere.

Le obbligazioni sono uno strumento facile da capire, con rendimenti relativamente misurabili al momento della sottoscrizione e che, almeno nel caso in cui l’emittente sia solido, anche uno strumento molto sicuro.

Per scegliere l’obbligazione che più fa al caso nostro però dovremo tenere assolutamente conto di quelli che sono i fondamentali di questo tipo di strumento finanziario:

  • il rating: anche se è un indice molto sintetico che non può raccontarci tutta la storia che si cela dietro un determinato titolo, sarà il caso di ricordarsi che il rating svolge comunque un ruolo importantissimo. La sicurezza di un’obbligazione emessa da uno stato con rating AA+ è molto più alta di quella di un’obbligazione emessa invece da uno stato con rating BBB-. Quindi bisogna sempre partire dal rating per scegliere l’obbligazione che più fa al caso nostro;
  • l’interesse: il tasso di interesse è di fondamentale importanza per scegliere un’obbligazione al posto di un’altra. Ovviamente quelle che offrono rendimenti più alti sono molto più interessanti, ma non sempre facendo una scelta del genere abbiamo fatto quella migliore. Ad interessi più alti corrispondono sempre rischi più alti, senza nessuna eccezione!
  • Durata: più un’obbligazione dura a lungo, più siamo esposti ai rischi intrinseci all’investimento. Tipicamente le obbligazioni a lunga scadenza hanno rendimenti più alti, e anche in questo caso c’è un motivo!

Puoi sicuramente destinare una parte dei tuoi 300.000 euro al mercato delle obbligazioni, ma tenendo sempre e comunque conto delle caratteristiche fondamentali del titolo che ti abbiamo elencato poco sopra.

3. Conti e titoli deposito hanno rendimenti molto bassi – ma sono sicuri

I conti deposito e i titoli di deposito sono altre due forme di investimento che garantiscono un buon livello di sicurezza al nostro investimento, al prezzo però di interessi molto bassi, soprattutto nel particolarissimo momento economico e storico che stiamo attraversando.

I rendimenti, a meno di non depositare le proprie somme presso banche emergenti e che abbiano immenso bisogno di mettere insieme dei capitali, difficilmente superano l’1-1,20%, con rarissime eccezioni.

Investire in conti deposito e in deposito titoli non è dunque molto conveniente, anche se, per differenziare il proprio capitale, si potrebbe sicuramente tenere conto del fatto che sotto i 100.000 euro tutti i depositi sono tutelati dal Fondo Interbancario di Garanzia, un fondo che può coprire ogni somma versata al di sotto di questa soglia, anche nel caso in cui la banca con la quale intratteniamo rapporti non sia più in grado di tenere fede ai propri impegni.

4. Ci si può affidare a MoneyFarm – sistema per l’investimento differenziato e gestito

MoneyFarm è un sistema innovativo, attivo ormai da diverso tempo sul mercato italiano, che ti permette di avere a disposizione un enorme numero di strumenti gestiti e non per organizzare il tuo investimento, che si tratti di 1.000, 10.000 o anche 300.000 euro.

MoneyFarm sfrutta un sistema che è ibridazione tra intelligenza artificiale e l’intervento chirurgico di un bravo promotore, andando ad individuare tramite questionari specializzati il tuo profilo di rischio e quelle che sono le tue vere aspettative sull’investimento. Il risultato è una piattaforma che ti permette di:

  • restringere il ventaglio di opportunità: mettendoti davanti soltanto quelli che sono i migliori strumenti per l’investimento attualmente disponibili sul mercato in relazione alle tue caratteristiche;
  • avere accesso a strumenti praticamente ritagliati su di te, dato che la selezione terrà conto delle tue necessità prima di proporti questo o quello strumento;
  • poter godere dell’assistenza di specialisti che sono in grado di indirizzare il nostro investimento o, cosa molto più interessante, proporci strumenti che potrebbero essere sfuggiti all’analisi automatica e che sono invece una buona opportunità da inserire nel nostro portafoglio.

MoneyFarm ha costi di gestione relativamente bassi, almeno in relazione alle altre forme di risparmio gestito (come avremo modo di vedere più avanti): si parte da 1,30% per gli investimenti di minore entità, che però possono scendere fino allo 0,50% nel caso in cui si superi la soglia dei 200.000 euro investiti.

MoneyFarm è un’ottima opportunità per chi non vuole muoversi nel Mare Magnum della finanza da solo e senza bussola, pur non volendo farsi spennare dalle altissime commissioni dei fondi comuni per il risparmio.

5. I fondi possono aiutarci, ma occhio alle commissioni

I Fondi comuni di investimento sono una scelta molto comune per gli italiani che devono o vogliono risparmiare. Sono relativamente semplici e promettono mari e monti, quando poi però spesso non riescono a mantenere poi molto.

I fondi comuni di investimento possono essere tenuti in considerazione per l’investimento dei nostri 300.000 euro (o comunque di parte di essi), per i seguenti vantaggi:

  • garantiscono una buona differenziazione, sia che si scelgano fondi mono-settore, sia che si scelgano dei prodotti più complicati;
  • non devono essere seguiti, perché della gestione si occuperà ovviamente la società di gestione;
  • offrono accesso a mercati in genere non accessibili ai risparmiatori non istituzionali, il che vuol dire la possibilità di andare ad investire in opportunità importanti che altrimenti non sarebbero accessibili a noi.

I fondi però presentano anche delle criticità delle quali è assolutamente necessario parlare prima di investire in tutto o in parte i nostri 300.000 euro in questo tipo di attività finanziaria:

  • i fondi hanno costi di gestione altissimi: anche quando il fondo non dovesse rendere molto di più dei benchmark di riferimento, le commissioni da pagare sono altissime e spesso finiscono per superare la rendita effettiva del fondo;
  • non avremo alcun tipo di voce in capitolo: il fondo è gestito da società terze e non potremo indirizzare l’investimento, se non vendendo quote e acquistando un prodotto diverso.

I fondi sono una buona opportunità che può trasformarsi molto facilmente in uno strumento che fa guadagnare solo la banca e la società di gestione. Sono molto meno convenienti per il risparmiatore di quello che la banca vorrebbe farti credere.

6. Gli ETF offrono i vantaggi dei fondi, a commissioni più basse

Gli ETF sono dei particolari fondi a gestione passiva, in quanto replicano in tutto e per tutto l’andamento di un determinato indice borsistico o finanziario.

Gli ETF sono dunque strumenti molto interessanti, che tu voglia investirvi in tutto o in parte il tuo capitale di 300.000 euro, in quanto:

  • offrono un’ottima differenziazione, un po’ come i fondi comuni di investimento;
  • offrono tanta varietà: perché puoi accedere tramite questo strumento a praticamente ogni tipo di investimento del mondo, scegliendo l’indice giusto;
  • hanno costi di commissione molto, molto più bassi di quelli dei fondi, il che vuol dire che potremo investire praticamente con gli stessi vantaggi dei fondi comuni di investimento, pur pagando soltanto una frazione delle commissioni.

Gli ETF inoltre sono sempre venduti su mercati regolamentati e sono relativamente più facili da liquidare nel caso in cui volessimo liberarci dei fondi in questione e tornare ad avere denaro cash pronto da investire altrove.

7. È il momento giusto per investire nel mercato immobiliare

Il mercato immobiliare si trova ad affrontare un momento molto particolare delal sua storia, un momento che vede i prezzi degli immobili ai minimi e i prezzi degli affitti invece molto, molto alti.

Questo si traduce ovviamente in un’enorme convenienza per chi ha la possibilità in questo preciso momento di poter investire e dunque di poter acquistare un’immobile da mettere a rendita.

Potrebbe davvero essere il momento giusto per investire nel mercato immobiliare. 300.000 euro ci permettono di muoverci in modo piuttosto libero, anche se, come consigliamo sempre, evitiamo di mettere tutte le nostre uova nello stesso paniere.

8. Puoi investire anche in attività nell’economia reale

300.000 euro sono una cifra che permette di far partire praticamente ogni tipo di attività ci interessi. Non importa se vogliamo aprirla da 0, rilevare un’attività che sia stata già avviata o se vogliamo affidarci ad un franchising.

Investire nell’economia reale è un investimento ad altissimo rischio, anche se, con le competenze e con il piglio giusto è più che possibile far fruttare il proprio denaro in modo molto più intenso di quanto frutterebbe invece con un investimento di tipo finanziario.

Questo non vuol dire che l’economia reale sia sempre da preferirsi, per un investitore, alla finanza, ma piuttosto che le possibilità sono anche al di fuori dei tradizionali circuiti finanziari.

Le possibilità che abbiamo oggi a disposizione sono molto, molto interessanti. Ne troverai diverse già analizzate sulla nostra testata.

9. Derivati e Forex: mercati ad alto rischio, non investire 300.000 euro, ma al massimo una frazione

Il mercato dei derivati e il mercato del Forex possono effettivamente rendere ricchi in pochi mesi, anche se l’altra faccia della medaglia dovrebbe interessarci altrettanto.

Sì, perché sono entrambi mercati che ci espongono a rischi importantissimi, e che dovrebbero essere considerati solo nell’ottica di una differenziazione importante dei nostri investimenti.

Forex e Derivati sono inoltre tra i mercati più volatili sia del presente, che del passato e del futuro. Questo vuol dire che dovremo essere pronti a digerire un andamento a “montagne russe” del nostro investimento. Non tutti sono pronti ad affrontare una questione del genere, e se non lo sei, lascia stare e orientati verso altri tipi di strumenti.

10. La differenziazione deve essere la tua parola d’ordine, sempre

Se vuoi investire 300.000 euro al meglio, la tua prima preoccupazione deve essere quella di differenziare in modo adeguato la ripartizione del tuo capitale. Questo vuol dire scegliere strumenti che siano diversi per:

  • profilo di rischio, ovvero per il rischio insito nell’investimento e nello strumento;
  • tipologia e mercato di riferimento: inutile e anche pericoloso investire tutto il proprio capitale all’interno dello stesso mercato, anche se con strumenti diversi; in questo caso infatti un crollo del mercato finirebbe per inglobare anche il nostro capitale;
  • area geografica: anche scegliere strumenti che hanno il loro rendimento legato a particolari aree geografiche può aiutarci a differenziare; non parliamo soltanto di paesi in via di sviluppo, ma anche di determinate aree del mondo sviluppato.

Differenziare e farlo bene è la prima cosa da fare, che si tratti di 300.000 euro oppure di somme decisamente più contenute. Mai e poi mai mettere le nostre uova tutte all’interno dello stesso paniere.

Partendo da questo semplicissimo consiglio si potrà cominciare a sviluppare una buona rendita, che accrescerà il nostro capitale e le nostre opportunità per il futuro.

Ulteriori risorse utili

Vogliamo concludere con qualche consiglio per i risparmi di chi ha dei soldi da investire, sperando di fornire utili spunti per investire i propri soldi nel modo migliore:

Buoni investimenti!

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